Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in rialzo, in scia all’approvazione anche da parte del Senato Usa dello stimolo da 1.900 miliardi di dollari voluto da Joe Biden (il piano deve ora tornare di nuovo alla U.S. House of Representatives, la Camera di Washington, per l’ultimo passaggio). L’indice Stoxx 600 guadagna lo 0,6%, il Dax30 di Francoforte lo 0,7%, il Cac40 di Parigi lo 0,7%, il Ftse100 di Londra lo 0,7% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,8%.
Tra i titoli in evidenza Heineken +0,2%. Il produttore di birra ha annunciato la prossima uscita della chief financial officer Laurence Debroux, che il 22 aprile, successivamente all’annuale assemblea degli azionisti, lascerà l’incarico ricoperto per sei anni. Le subentrerà, anche nel board del colosso olandese della birra, Harold van den Broek, che arriva da Reckitt Benckiser Group.
Covestro -1,4%. Citigroup ha tagliato il rating sul titolo del leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di polimeri high-tech a “sell” da “buy”.
Bt Group -2,8%. Il colosso delle telecomunicazioni britannico ha smentito l’esistenza di contrasti tra il chief executive Philip Jansen e il chairman Jan du Plessis. Quest’ultimo, in carica dal novembre 2017, aveva comunicato al board la sua intenzione di ritirarsi una volta individuato un successore. Successivamente, però, Sky News aveva riportato che era stato Jansen a minacciare di lasciare Bt se non fosse stato rimpiazzato il chairman. L’ex numero uno di Worldpay avrebbe espresso la sua frustrazione per la velocità con cui Bt prendeva decisioni strategiche chiave. “Non c’è stato alcun disallineamento tra board e management sulla strategia dell’azienda”, ha precisato il gruppo britannico.
Sul fronte macroeconomico in Germania l’Ufficio di Statistica Destatis ha indicato una variazione negativa del 2,5% per la produzione industriale a gennaio rispetto al mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un incremento pari al 0,2%. A dicembre la produzione industriale era cresciuta dell’1,9%.
In Spagna l’Istituto Nazionale di Statistica ha comunicato che la produzione industriale in gennaio (stima provvisoria) è diminuita del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2020 dal -1,5% della rilevazione di dicembre (consensus -0,7%).

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